Il linguaggio è una attività altamente specializzata e nell’ambito della comunicazione. E' il comportamento umano più complesso, nessun computer riesce ancora oggi ad avere prestazioni comparabili a quelle del linguaggio umano.

Esso ha una evoluzione fenomenale nei primi anni di vita del bambino e affinché ciò avvenga è essenziale l’integrità anatomo-funzionale degli organi che ne sono alla base, quindi organo dell'udito, organi fonatori, strutture centrali.

 

Fulcro del nostro interesse è l’organo dell’udito. Un disordine di questa delicata e complessa struttura mette in discussione il naturale apprendimento del linguaggio alterandone o ritardandone le tappe, soprattutto se ciò avviene nei primi mesi o ancor di più se già presente alla nascita del bambino.


Il deficit funzionale dell’organo dell’udito viene definito “ipoacusia” che si può presentare in forma e gravità diverse a seconda della porzione dell’organo interessata e dell’entità del danno.

 

Sommariamente possiamo dire che esiste una parte “nobile” e una “meno nobile” dell’organo dell’udito.

 

La parte meno nobile è quella costituita dall’orecchio definito “medio” situato cioè tra la parte esterna visibile (padiglione auricolare, meato acustico esterno) e la parte più interna costituita da fibre nervose che trasportano l’onda sonora, ormai trasformata in segnale elettrico, fino alle strutture centrali.

 

Molto diffuse nella popolazione infantile (0-6 anni) sono le affezioni della porzione media dell’orecchio definite “otiti” che possono provocare una diminuzione della funzionalità uditiva transitoria, definita appunto “ipoacusia trasmissiva” proprio perché c’è un ostacolo meccanico costituito dalla presenza di deposito catarrale all’interno dell’orecchio medio alle onde sonore.

 

Normalmente questo tipo di ipoacusia trasmissiva non costituisce un grosso ostacolo all’apprendimento del linguaggio anche se nei casi più resistenti può alterarne qualche caratteristica ed ha di solito una evoluzione positiva.

 

L’ipoacusia che più ci interessa è quella che coinvolge invece la parte più nobile dell’orecchio quindi l’orecchio interno definita ipoacusia neurosensoriale che ha un carattere di irreversibilità e che si può presentare a livelli molto vari di gravità.

                                                                            
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