Ludwig Van Beethoven

La più nota personalità storica affetta da ipoacusia è senza dubbio il genio musicale tedesco Ludwig Van Beethoven.

Ciò che lascia sbalorditi è proprio il paradosso vissuto da quest’uomo divenuto sordo fin da giovane ma che fu in grado di lasciare ai posteri il grandissimo repertorio musicale che tutti conoscono.

Beethoven lottò moltissimo contro il suo male e lasciò numerosissime testimonianze in cui tante persone, ancora oggi, possono riconoscersi. La malattia del compositore iniziò poco prima dei suoi 28 anni prima in un orecchio, poi anche nell’altro.

Al progressivo peggioramento si aggiunsero anche gli acufeni (ronzii che percepiva nelle orecchie senza cause esterne apparenti) i quali lo spinsero, a 39 anni, sull’orlo del suicidio: solo l’amore per la sua arte lo convinse a continuare a vivere. E’ molto struggente uno dei passi del testamento che Ludwig lasciò ai fratelli appena prima di tentare il suicidio:

“ O voi uomini che mi credete ostile, scontroso, misantropo o che mi fate passare per tale, come siete ingiusti con me! Non sapete la causa segreta di ciò che è soltanto un'apparenza [...] pensate solo che da sei anni sono colpito da un male inguaribile, che medici incompetenti hanno peggiorato. Di anno in anno, deluso dalla speranza di un miglioramento [...] ho dovuto isolarmi presto e vivere solitario, lontano dal mondo [...] se leggete questo un giorno, allora pensate che non siete stati giusti con me, e che l'infelice si consola trovando qualcuno che gli somiglia e che, nonostante tutti gli ostacoli della natura, ha fatto di tutto per essere ammesso nel novero degli artisti e degli uomini di valore. »

La scienza medica non fu in grado di dare risposte definitive circa le cause di questa sordità, le ipotesi più accreditate sono l’origine neurosensoriale, cioè dovuta a patologie che danneggiano il nervo acustico, o l’otosclerosi: una calcificazione con irrigidimento dei tre ossicini che trasmettono il suono attraverso l’orecchio medio.

In una lettera del 1801 all’amico Franz Gerhard Wegeler, Beethoven offre un’ottima descrizione clinica della sua sordità evidenziando i più classici sintomi sofferti da chi è affetto da ipoacusia:

“[...] mi debbo mettere vicinissimo all’orchestra per comprendere ciò che l’attore dice e [...] i suoni acuti degli strumenti e delle voci, se sto un po’ lontano, non li sento affatto. [...] Inoltre, talvolta odo a mala pena chi parla piano. Odo i suoni ma non distinguo le parole; mentre, invece, se appena uno grida mi è addirittura impossibile sopportarlo”.

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